Pur nelle non enormi dimensioni, la tavola impressiona per la forza e l’intensa drammaticità che promana dal corpo terreo di Cristo e dalle espressioni della Vergine e delle altre figure che lo circondano. Le figure sono inserite in uno spazio compresso e saturo, e definite da un segno energico e vibrante, quasi tagliente, in rapporto con la scultura michelangiolesca e le figure della volta della Cappella Sistina (il pittore era stato a Roma tra il 1532 e il 1536).
Appartenuto alla collezione Mossi di Morano, il quadro era attribuito ad Andrea Mantegna, fin quando nel 1933 fu riconosciuto al grande pittore olandese Maarten van Heemskerck.
08/03/2023