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15/05/2020 Oggi il MuseumWeek ci invita a riflettere sull’#ambienteMW. È guardando ai cieli dei dipinti della nostra collezione, dalle vedute veneziane a Giacomo Grosso, che ci interroghiamo sulla nostra responsabilità nei cambiamenti climatici, con la speranza di ritrovare le stesse sfumature del cielo nel nostro futuro. #MuseumWeek #climateMW #Weather #ClimateCrisis #ClimateEmergency #FridaysForFuture #ClimateChange #ClimateActionNow #AccademiaAlbertina #BelleArti #PinacotecaAlbertina

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11/05/2020 Inizia il MuseumWeek! Ogni giorno un tema, oggi #heroesMW#eroiMW. In altri momenti avremmo puntato l’attenzione su Ercole o su un altro personaggio della mitologia, ma oggi il nostro eroe è Andrea Vesalio, anatomista del Cinquecento, tra i fondatori della scienza medica moderna. Lo vedete qui raffigurato in un capolavoro di Carlo Bonatto Minella (1855-1878), un dipinto particolarmente significativo della nostra collezione. Il volto di un eroe.
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08/05/2020 #AlbertinaPress. Oggi ricordiamo la prima pubblicazione della casa editrice dell’Accademia Albertina: l’elegante catalogo della mostra di Bruno Martinazzi, allestita nel 2014 all’interno delle nostre sale.
ritagliato_Giovanni Martino Spanzotti,Madonna con Gesù bambino e due angeli,inv.150,foto di Fabio Amerio
05/05/2020 #AlbertinaArte. La donazione Mossi di Morano, fondativa della nostra collezione, è interessante anche per la storia delle sue attribuzioni. Questa splendida tavola rinascimentale viene attribuita nel 1833 alla scuola di Mantegna e dal 1869 alla scuola piemontese antica. Dal 1925, appare negli inventari come opera di Martino Spanzotti, attribuzione già riferibile ad A. Baudi di Vesme (in “Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, 1918, p. 2), confermata da N. Gabrielli (1933, p. 52) e da A. Griseri (in “Bollettino d’arte”, 1958, p. 73), e valida tutt’oggi!
Mossi di Morano
04/05/2020 #AlbertinaStoria. Dalle tavole di Filippo Lippi alla tela di Bartolomeo Cavarozzi, più di 200 dipinti della nostra collezione sono stati donati da Monsignor Vincenzo Mossi di Morano (1752-1829). A ricordarlo è il monumento che ci dà il benvenuto all’ingresso dell’Accademia, scolpito nel 1831 da Carlo Marochetti.
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01/05/2020 #AlbertinaPress. Le nostre attività sono frutto di tanto lavoro, che spesso prende la forma di splendide pubblicazioni. La nuova guida della Pinacoteca Albertina ne è un esempio. La troverete nel nostro bookshop, non appena riapriremo al pubblico. Buon primo maggio!

 

tagliato2Spalla _Ritratto di Bagetti_foto di Fabio Amerio

30/04/2020 #MRTfriends. Un professore di Scultura che fa il ritratto a quello di Pittura, capita anche questo nella nostra collezione! Lo scultore è Giacomo Spalla (1776-1834), fautore del Neoclassicismo alla maniera di Canova e Thorvaldsen. Il volto è quello di Pietro Bagetti (1764-1831), uno dei più celebri acquerellisti del suo tempo. Qualche bell’acquerello di Bagetti lo conserviamo anche nella nostra Pinacoteca, ma sapete dove sono custoditi i più famosi? In uno degli appartamenti del Palazzo Reale. Anche oggi  Musei Reali di Torino hanno una sorpresa per noi!

ritagliato_Ferro Milone-Ritratto di signora 1903-25 cm 300dpi
28/04/2020 #AlbertinaArte. Cesare Ferro Milone aveva 23 anni quando dipinse questa grande tela, nel 1903. Secondo Franca Dalmasso l’opera, chiaramente nell’orbita del maestro Giacomo Grosso, “assume una sua autonomia grazie a una sottile indagine psicologica” (in Opere scelte della Pinacoteca, 1993, pp. 84-85). È lo sguardo di una elegante signora che ha tutto il fascino della Belle Époque.
VITTORIO NESTI, Ritratto del Re Carlo Alberto, 1834. Fusione in cera rosa, diametro 13cm; cornice in legno verniciato nero e vetro, diametro 17.5cm27/04/2020 #AlbertinaStoria. Il 27 aprile 1831, a 32 anni, Carlo Alberto di Savoia-Carignano diventa re. Poco dopo, nel 1833, donerà all’Accademia di Belle Arti di Torino l’edificio che ancora oggi ospita le sue aule e i suoi laboratori. Nelle scelte illuminate di Carlo Alberto il Risorgimento italiano si preparava anche attraverso l’arte, dando nuova linfa a un’Accademia che da allora prenderà il nome di Albertina, a servizio non più solo della corte sabauda, ma di una intera nazione.
Vittorio Nesti, Ritratto del re Carlo Alberto, 1834, fusione in cera rosa, recto del modello per la medaglia commemorativa della donazione della nuova sede dell’Accademia nel 1833.