Prorogata fino al 27 febbraio 2022, la mostra è visitabile il giovedì e il venerdì dalle 14 alle 18 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 18. L’ultimo ingresso è alle 17.30 e avviene dalla biglietteria della Pinacoteca Albertina in via Accademia Albertina 8. Allestita nell’ipogeo della Rotonda di Talucchi, la mostra è stata promossa dall’Archivio Simondo. Si tratta del primo approfondimento monografico e retrospettivo sull’opera di Piero Simondo, tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e particolarmente legato alla città di Torino, dove l’artista si è spento il 6 novembre 2020 e dove ancora oggi ha sede il suo archivio.

Nato a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928, Piero Simondo frequentò l’Accademia Albertina di Torino dal 1949 (contemporaneamente alla Facoltà di Chimica) e lavorò incessantemente come artista e teorico, creando gruppi cooperativi artistici come il CIRA e i Laboratori Sperimentali all’Università di Torino. Curata da Luca Bochicchio, direttore scientifico del MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina, la mostra offre per la prima volta un ampio sguardo sull’ampia produzione sperimentale dell’artista, dalle prime produzioni degli anni Cinquanta alle ultime degli anni Duemila.

Dopo l’anticipazione di Alba, presso la Chiesa di San Domenico (fino al 12 dicembre), la mostra di Torino costituisce la seconda tappa di una retrospettiva antologica sull’artista che si articolerà tra il Piemonte e la Liguria, regione in cui Simondo nacque nel 1928, e che oltre all’Accademia Albertina vedrà nel 2021 un evento collaterale a Casa Ramello, San Maurizio Canavese (a cura de La Bottega delle Nuove Forme). Nel 2022 il viaggio di questa mostra antologica proseguirà al MuDA Casa Museo Jorn di Albissola Marina (maggio 2022), con due spin-off: al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (con opere di Simondo all’interno dell’allestimento Espressioni. Epilogo, gennaio 2022) e a Cosio di Arroscia (IM), con un evento nello Spazio Piero Simondo (estate 2022).

A integrazione della mostra sarà pubblicato un volume (coedizione Gli Ori-Albertina Press, con il contributo di Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC e Fondazione De Mari) in italiano e inglese, con la duplice funzione di documentare l’esposizione e proporre una riflessione sulla figura dell’artista, grazie a contributi di autorevoli studiosi di critica e storia dell’arte, filosofia e visual studies: Luca Avanzini, Paul Bernard, Luca Bochicchio, Franco Brunetta, Flaminio Gualdoni, Karen Kurcynski, Lisa Parola, Sandro Ricaldone, Maria Teresa Roberto, Marco Senaldi, Sara Tongiani.

 

 

Accademia Albertina di Belle Arti – Rotonda di Talucchi.

Via Accademia Albertina 8, Torino

 

Giovedì e venerdì dalle 14 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30).

Sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30).

 

Biglietti: INTERO 5 euro, RIDOTTO 3 euro,

GRATIS con l’Abbonamento Musei Torino Piemonte e con la Torino + Piemonte Card

ed è compresa nel prezzo anche la nostra sezione della mostra HUB India.

 

SIMONDO - Senza titolo 1962 monotipo su carta 45x80 cm coll. Privata Torino_

 

 

La rotonda centrale dell’Ipogeo dell’Accademia Albertina sarà occupata da un’installazione inedita di Piero Simondo, risalente ai primi anni ’70, che apre simbolicamente il percorso espositivo articolato lungo le suggestive sale comunicanti del sotterraneo. In ogni ambiente, una accurata selezione di dipinti, monotipi, sculture e video scandisce i decenni di attività dell’artista, attraversando tutta la seconda metà del secolo e soffermandosi su aspetti poco noti della produzione artistica di Simondo.

Oltre ai monotipi – con cui Simondo diede inizio alla propria ricerca sperimentale ad Alba, nei primi anni ’50 insieme a Pinot Gallizio e successivamente ad Asger Jorn – in mostra saranno presenti le topologie, i dipinti tridimensionali realizzati a partire dai primi anni ’60 a Torino, che costituiscono una sorta di corrispettivo sperimentale agli studi teorici sul concetto di spazio nella filosofia di Poincaré (oggetto della tesi di laurea di Simondo in filosofia, con Nicola Abbagnano). Saranno inoltre esposti alcuni grandi dipinti che denotano la tensione verso lo spazio e l’ambiente architettonico, sottolineato anche da pannelli decorativi e sculture mobili. Tra gli anni ’60 e ‘90 l’artista sperimentò diverse tecniche di generazione spontanea dell’immagine (tra cui ipo-pitture, nitroraschiati, decalcomanie, collage), che nella mostra trovano ampio spazio nella sezione degli anni ’70 (con opere di stampo politico e sociale). Accompagneranno le opere alcuni video sperimentali ritrovati nell’archivio personale dell’artista.

Attraverso la mostra sarà possibile conoscere meglio l’originale ricerca artistica di Simondo, figura che ebbe un’importanza notevole per lo sviluppo delle relazioni artistiche, intellettuali e culturali internazionali nella città di Torino e nel territorio cuneese e savonese. Interessato ai processi di creazione delle immagini e alla situazione-laboratorio, Simondo ha sempre sperimentato tecniche e linguaggi espressivi anti-convenzionali evitando di inserirsi chiaramente in correnti, stili o tendenze e creando opere con tecniche e materiali disparati, elaborando metodologie e teorie anche in forma scritta e producendo numerosi libri e saggi su temi quali lo strutturalismo, il labirinto, il pensiero logico, la psicologia della conoscenza, l’arte elettronica. Analizzando le opere, gli scritti filosofici e i progetti creati lungo il corso della sua vita, è possibile seguire gli sviluppi del pensiero critico di un uomo che ha sempre cercato e trovato nel laboratorio e nella ricerca sperimentale le chiavi metodologiche e processuali di un’attività artistica in costante movimento, praticata in chiave sociale e didattica, oltre che estetica.

 

 

 

“PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO”

 

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L’artista

 

Piero Simondo (Cosio d’Arroscia, Imperia, 25 agosto 1928 – Torino, 6 novembre 2020) è stato un importante artista e intellettuale italiano, esponente dei movimenti internazionali d’avanguardia del secondo dopoguerra.

Nel settembre del 1955 fonda ad Alba, con Asger Jorn e Pinot Gallizio, il Laboratorio Sperimentale del Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste (M.I.B.I.).

Sempre ad Alba, nel 1956, insieme alla sua compagna e futura moglie Elena Verrone, ad Asger Jorne e Pinot Gallizio, organizzò il Congresso Mondiale degli Artisti Liberi e diede vita alla rivista d’avanguardia Eristica. Nel luglio del 1957, in occasione di una vacanza nella sua casa di Cosio d’Arroscia, insieme a Michèle Bernstein, Guy Debord, Pinot Gallizio, Asger Jorn, Walter Olmo, Ralph Rumney e Elena Verrone fonda l’Internazionale Situazionista, da cui fuoriesce nel gennaio successivo con la moglie Elena Verrone e Walter Olmo, in polemica con Debord.

Nel 1962 fonda a Torino il CIRA (Centro cooperativo per un Istituto internazionale di Ricerche Artistiche) con il proposito di recuperare l’esperienza del Laboratorio di Alba.

Dal 1968 Simondo prosegue individualmente la propria ricerca artistica, dedicandosi alla produzione di opere bidimensionali e tridimensionali, fedele a una propria coerenza metodologica nella sperimentazione delle molteplici possibilità di configurazione dell’immagine. Tale ricerca si riflette in una intensa attività teorica, che spazia dal pensiero logico greco alla teoria dei colori, dalle pratiche di situazione alla computer art.

A partire dal 1972 e fino al 1996 ha lavorato all’Università di Torino, dove ha diretto i laboratori di attività sperimentali presso l’Istituto di Pedagogia presieduto da Francesco De Bartolomeis e ha tenuto la cattedra di Metodologia e Didattica degli Audiovisivi. Il 6 novembre 2020 Piero Simondo si spegne nella sua casa di Torino.

Il nome di Simondo è stato per lungo tempo collegato esclusivamente a questi gruppi e movimenti, e di conseguenza la critica e la storiografia artistiche ne hanno letto l’opera alla luce, anzi all’ombra, dei più rinomati compagni di ricerche situazioniste.

In realtà, dai primi anni Cinquanta ai primi Duemila, Simondo ha costantemente dipinto e lavorato in modo originale e autonomo, portando avanti le idee del Laboratorio Sperimentale oltre i confini e i limiti imposti dall’evoluzione di gruppi e movimenti che egli stesso aveva contribuito a creare anche nella Torino degli anni Sessanta e Settanta. Inoltre, anche focalizzandosi all’interno del perimetro situazionista, diversi aspetti necessitano di essere ulteriormente approfonditi: dal contributo teorico di Simondo e Verrone, fino ai rapporti di questi ultimi con gli esponenti delle neoavanguardie europee.

 

 

Il curatore

 

Luca Bochicchio è direttore scientifico del MuDA Museo Diffuso di Albissola Marina, che comprende Casa Museo Asger Jorn, e assegnista di ricerca all’Università di Verona. Dal 2010 al 2018 ha svolto ricerche in Italia e all’estero in collaborazione con l’AdAC Archivio d’Arte Contemporanea dell’Università di Genova, dove ha conseguito il Dottorato di ricerca in Arti Spettacolo e Tecnologie Multimediali e ha tenuto corsi di Arte contemporanea e Comunicazione dei Beni Culturali.

È autore di numerosi saggi in riviste e cataloghi. Nel 2016 ha pubblicato per Mimesis il volume Scultura e memoria: Leoncillo, i Caduti e i Sopravvissuti, e nel 2013 per Silvana il volume Il Lungomare degli Artisti di Albissola Marina (1963-2013). La nascita dell’arte pubblica in Italia.

Nel 2020 ha ottenuto lo U.S. Travel Grant della Terra Foundation for American Art. È stato inoltre visiting researcher all’Henry Moore Institute (Leeds), Beinecke Rare Book and Manuscript Library (Yale University), Institut National de l’Histoire de l’Art (Parigi). Come consulente scientifico o guest curator ha collaborato con MAMCO (Ginevra), Cobra Museum (Amsterdam), Hauser&Wirth (New York), Fondazione Piero Manzoni (Milano), Archivio Baj (Vergiate), MiC (Faenza), Fondazione Pino Pascali (Polignano). Nel 2018 è stato principal investigator nel progetto Iperion “Baj Nucleare”, con il CNR-ISTM di Perugia.

 

 

Il Comitato scientifico

 

Il comitato scientifico della mostra “Piero Simondo. Laboratorio situazione esperimento” è composto da Luca Avanzini, curatore del Centre Culturel Jean-Cocteau di Les Lilas di Parigi, Paul Bernard, conservatore e curatore del MAMCO Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra, Carolyn Christov-Bakargiev, direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Paola Gribaudo, presidente dell’Accademia Albertina di Torino, da Flaminio Gualdoni, critico, curatore e docente dell’Accademia di Brera di Milano, Karen Kurczynski, professore associato di Storia dell’Arte e dell’Architettura all’University of Massachusetts, Lisa Parola, curatrice e storica dell’arte, Sandro Ricaldone, critico d’arte e curatore, Marco Senaldi, filosofo e docente dell’Accademia di Brera di Milano, Amelia Simondo, presidente dell’Associazione Culturale Archivio Simondo e dal curatore Luca Bochicchio.

 

 

L’Archivio Simondo

 

Nel gennaio 2016 Amelia Simondo, insieme a un team di studiosi, ha dato vita all’associazione culturale Archivio Piero Simondo. Grazie al lavoro svolto in particolare tra 2016 e 2018 dal Dott. Luca Avanzini, oggi il fondo di documenti e opere è archiviato a uno stadio pre-inventariale, permettendo così di avviare studi sistematici sul lavoro artistico e intellettuale di Simondo.

Negli ultimi anni si sono potuti cogliere chiari segnali di una rinnovata attenzione nei confronti di Simondo e delle sue ricerche. Il 21 e 22 settembre 2019, ad Alba, la Fondazione CRC e il Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli hanno organizzato una conferenza internazionale per celebrare e ripensare il Congresso Mondiale degli Artisti Liberi del 1956. L’Archivio Simondo è stato fra i partner dell’iniziativa, che ha visto la partecipazione di numerosi critici e storici dell’arte, tra i quali Hans Urlich Obrist e Tom McDonough.

Nel 2016 il famoso dipinto collettivo Senza titolo, realizzato nel 1956 da Simondo in collaborazione con Constant, Pinot Gallizio, Jorn, Kotik e Wolman, è stato esposto al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid ed è stato poi acquistato dalla Fondazione CRC. Più recentemente, la Fondazione CRC ha acquisito l’opera Figurine, del 1955. Altre opere di Piero Simondo sono conservate alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, al Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, all’Archivio Pinot Gallizio, all’EAM Collection di Berlino, al Centro Studi Beppe Fenoglio di Alba, alla Biblioteca Civica “A. Arduino” di Moncalieri, al Comune di Alba, alla Fondazione Peano di Cuneo, al Comune di Cosio di Arroscia. Proprio a Cosio, nel luglio 2017 è stato creato lo Spazio Piero Simondo: un centro espositivo e informativo che accoglie e rende fruibile una selezione di opere realizzate dall’artista anche in collaborazione con i suoi compagni dell’avanguardia europea.

 

 

 

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