Dal 21 giugno al 9 settembre 2018. La mostra, curata da Angelo Mistrangelo, è il terzo appuntamento del ciclo «I Maestri dell’Accademia Albertina», promosso e organizzato con il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto. Dopo le rassegne su Andrea Gastaldi del 2016 e su Giacomo Grosso del 2017-2018, l’opera dell’artista viene presentata in tre sedi istituzionali: la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il Museo di Arti Decorative Accorsi-Ometto di Torino e il Museo Civico Alpino «Arnaldo Tazzetti» a Usseglio (Torino).

L’esposizione propone i diversi aspetti dell’esperienza pittorica dell’artista piemontese che ha lavorato intensamente tra la fine dell’Ottocento e i primi trent’anni del Novecento; ricostruisce la sua attività d’insegnante presso l’Accademia Albertina e il periodo in cui ne fu il presidente; delinea il percorso e le partecipazioni ai grandi eventi internazionali, come la Biennale di Venezia e le decorazioni del Palazzo Reale e del principesco Palazzo Norashing a Bangkok che l’artista ha eseguito, durante i suoi soggiorni in Siam, nel 1904 e nel 1925.

Le opere esposte (oltre 115 tra dipinti, disegni, incisioni, affreschi portatili e oggetti d’arte) comprendono ritratti, scene familiari, immagini di paesaggi e palazzi del Siam che esprimono una ricerca che annovera quadri provenienti dalle collezioni della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Società Baroncelli 98 di Torino, Museo Civico «Arnaldo Tazzetti» di Usseglio, Consiglio Regionale del Piemonte.

In questa occasione, è stata affrontata un’ampia indagine biobibliografica tratta da monografie, testimonianze, alcune inedite, e documenti rinvenuti negli archivi e nelle biblioteche di Accademia Albertina di Belle Arti, Fondazione Accorsi-Ometto, Circolo degli Artisti di Torino e Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, Museo Civico «Arnaldo Tazzetti» a Usseglio (Torino), Archivio Famiglia Ferro Milone. Contributi arricchiti da riviste, giornali quotidiani, raccolte di fotografie e scatti eseguiti dallo stesso artista.

 

LA VITA

Cesare Ferro Milone (Torino, 1880-1934) è fortemente legato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino dove è stato docente delle tecniche, dell’incisione e dell’affresco, titolare della Cattedra di Disegno e, per un triennio, Presidente dell’Accademia e direttore della Scuola di Architettura di Torino.

A partire dal 1901 ha partecipato alle esposizioni d’arte figurativa in Italia e all’estero: prima al Circolo degli Artisti e alla «Promotrice» di Torino; poi a Livorno, Milano, Roma, Pietroburgo e Parigi. Nel 1903 è stato invitato alla V Biennale Internazionale di Venezia, vi tornerà per cinque volte.

Si è dedicato anche al paesaggio, recandosi con l’amico e compagno di studio Felice Carena a dipingere nei pressi dell’alta valle di Usseglio.

Il 1904 ha segnato una svolta nella vita di Cesare Ferro Milone: il pittore è stato invitato a Bangkok per decorare il Palazzo Reale, precedendo di pochi anni l’arrivo di Galileo Chini. Qui l’artista realizza gli affreschi di alcune sale, dipinti con scene mitologiche locali e una serie di disegni per servizi da tavola in porcellana e il conio di alcune monete. Il soggiorno in Siam, che si è protratto fino al 1907, gli ha permesso di eseguire numerosissimi bozzetti, disegni, acquerelli caratterizzati da un’intensa policromia e da inserimenti di lamine d’oro. Nel 1911 le sue opere sono state esposte alla Mostra siamese presso l’«Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro in Torino». Cesare Ferro Milone è tornato in Siam nel 1925 per decorare il principesco Palazzo Norashing di Bangkok. Ha realizzato, inoltre, i ritratti delle ballerine di corte e il ritratto della regina madre «Swang Wedona».

Durante la Prima Guerra Mondiale, nonostante la partecipazione al conflitto come Sottotenente, congedato con il grado di Tenente, ha continuato a lavorare. Nel dopoguerra, Ferro ha proseguito l’attività ritrattistica: la moglie, Andreina Gritti che ha sposato nel 1920, è tra i suoi soggetti preferiti. Ha affrescato la cappella Riccardi Candiani a Neive (Cuneo) e partecipato al concorso per la decorazione di un salone di Palazzo Madama a Torino, mai messo in opera, e alla decorazione del salone del Palazzo Comunale di Imperia. Nel frattempo ha realizzato una serie di piccoli affreschi dimostrativi per gli allievi dell’Accademia e la «Deposizione» per la Cappella Abate di Vaglio Pettinengo (Biella).

Ha esposto al Salon parigino del 1904, Esposizione di Belle Arti di Brera (Milano), Esposizione di Belle Arti di Parma, Promotrice delle Belle Arti di Torino, Circolo degli Artisti di Torino, Quadriennale di Torino, Biennale Internazionale di Venezia, I° Esposizione Biennale Nazionale d’Arte della Città di Napoli, Terza Biennale Romana.

Muore a Torino il 15 marzo 1934; è sepolto a Usseglio.

 

LE SEDI ESPOSITIVE

PINACOTECA DELL’ACCADEMIA ALBERTINA

Negli spazi espositivi della Pinacoteca dell’Accademia Albertina, viene proposto un itinerario che dall’«Autoritratto» del 1915 al «Ritratto della signorina Mariuccia Chessa» (1913), dal «Ritratto della Contessa Tournon» (1919) alla «Signora col cappello» offre un panorama della pittura di Cesare Ferro Milone. Accanto si notano «Ritratto di signora» (1903), «Autunno a Fobello» (1912), «Nudi (composizione allegorica)» (1929), sculture, incisioni, immagini del Siam, fotografie e un innovativo intervento creativo degli allievi dell’Accademia Albertina dell’anno accademico 2017/2018. La Scuola di Scenografia del Cinema, coordinata dalla Professoressa Elisabetta Ajani, la Cattedra di Modellazione Digitale, coordinata dal Professore Riccardo Gagliarducci, e la Cattedra di Sound Design, coordinata dalla Professoressa Daria Baiocchi, hanno creato un viaggio immersivo, sonoro e sensoriale, guidato evocativamente dalle onde dei due fiumi che sono stati teatro dell’incontro tra Bangkok e Torino: il Menam e il Po. Lasciandosi ispirare dai dipinti siamesi del Maestro dell’Accademia, in particolare dalle opere concesse in prestito dalla GAM di Torino, la Scuola di Scenografia ha ridato così vita al Siam di più di cento anni fa e al Padiglione Siamese costruito per l’Esposizione Universale di Torino del 1911.

 

MUSEO DI ARTI DECORATIVE ACCORSI-OMETTO

Al Museo Accorsi-Ometto, si possono ammirare, oltre all’«Autoritratto» del 1933, eseguito per il Circolo degli Artisti (ora nella collezione della Società Baroncelli 98), una serie di dipinti incentrata sull’intimità della vita familiare in cui vengono colti gesti quotidiani di particolare tenerezza come «L’ora del bagno» (1921) e «I primi passi» (1923) oppure amorevoli ritratti della moglie e dei figli, come «La mamma e Checco» (1928), «La famiglia» (1930) e «Ritratto di famiglia. Il cesto degli aranci (La mamma, Marco e Checco)» (1932).

L’esposizione è arricchita inoltre da alcuni disegni di oggetti per il Re del Siam, come quelli del servizio da tè che il sovrano commissionò a Ferro poco prima del suo rientro in l’Italia: si tratta di poche carte, sulle quali il pittore raffigurò, con particolare cura, modelli di lattiere, zuccheriere, teiere, piatti e tazzine, oggetti di forma vagamente europea, resi siamesi dalla presenza di decorazioni tratte dal catalogo figurativo buddhista.

Sono esposte anche miniature su avorio, vestiti di manifattura cinese, monete, fotografie storiche e dipinti che illustrano la stagione di Ferro Milone in Siam, come il ritratto «Me Ciani, ballerina della Regina» (1925) oppure «Interno del Tempio Reale Wat Phra Keo a Bangkok» (1906). Le fotografie, in particolare, documentano aspetti di vita reale thailandese e consentono di ammirare luoghi ed edifici che, ancora intatti ai tempi di Ferro, oggi purtroppo sono cambiati in maniera irreversibile.

 

MUSEO CIVICO ALPINO «ARNALDO TAZZETTI», USSEGLIO (TORINO)

La sezione della mostra, ospitata al Museo Tazzetti, pone l’attenzione sull’attività artistica di Cesare Ferro nella tecnica dell’affresco, esponendo opere per gli studi preparatori delle grandi decorazioni parietali del Palazzo Comunale d’Imperia e delle cappelle funerarie di Vaglio Pettinengo e di Neive, quali bozzetti e affreschi portatili. Sono inoltre esposte una serie di fotografie, alcune scattate da Cesare Ferro, sulle opere ad affresco da lui realizzate e su alcuni scorci di Usseglio, dove amava trascorrere i periodi di riposo nella casa di famiglia in frazione Quagliera. Interessante una fotografia originale che mostra Cesare Ferro davanti ad un grande dipinto «Cattura di una kinnari Manorah», da lui eseguito per la Villa Reale Ambara Villa, durante il suo primo soggiorno in Siam.

Accanto alle opere della mostra imprestate dalla famiglia dell’artista, si può vedere la collezione permanente, in Museo, delle opere di Cesare Ferro: il dipinto a olio «Portatori di slitte» e i due bozzetti di studio a carboncino «Portatore di slitte», entrambi datati 1907, «Deposizione», disegno preparatorio per l’affresco della cappella di Vaglio Pettinengo del 1932 e «Testa di bambino», Checco il figlio più piccolo, opera in plastilina appena abbozzata nel 1934, poco prima della sua morte.

Nella cappella funeraria, fatta erigere a Usseglio dalla moglie Andreina Gritti, è conservato un suo affresco portatile «Le tre Marie», studio per una «Deposizione», ora conservata nel Duomo di Torino.

 

La mostra costituisce, quindi, un momento di studio e di riflessione intorno alla produzione artistica di Cesare Ferro Milone e intende far riscoprire questo affascinante «Maestro dell’Accademia Albertina».

 

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