LOGHI FERRARI

Fino al 18 novembre 2018, a cura di Liliana Pittarello con Isabel Ferrari, Julia Ferrari e Antonio Musiari.

Nato nel 1871 nella Bassa modenese, allievo a Torino dell’Accademia Albertina e del Museo Industriale, frescante, pittore da cavalletto e di panorami, nel 1914 Augusto Cesare Ferrari emigrò in Argentina, dove in età matura fu soprattutto architetto. Oggi, a poco più di cent’anni dal suo imbarco, torna in Italia con una mostra. È stata prima di tutto la famiglia argentina, generata numerosa da lui, nato figlio di N.N., e dalla giovane moglie argentina Celia, ad aver lavorato ormai da anni per ricostruirne la memoria, studiando e conservando le carte, le fotografie e le tante opere e creando la Fundación Augusto y León Ferrari Arte y Acervo, intitolata a lui dal figlio León, grande artista plastico premiato a Venezia. Nell’incontro dell’ottobre 2016 fra Fundación e Presidente e Direttore dell’Accademia, promosso da Liliana Pittarello, è nata un’intesa solida e fruttuosa per riportare Augusto all’Albertina, proprio nell’anno dedicato al suo maestro Giacomo Grosso e allievi, nella certezza che sia giusto e prezioso riallacciare i fili di questa sua vita spezzata fra due terre lontane, facendo conoscere l’uomo e l’artista anche nel Paese d’origine.