L’acquarello all’Accademia Albertina e in Piemonte dal Novecento a oggi.

A cura di Marcella Pralormo e Daniele Gay, dal 1 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019.

In Piemonte esiste una tradizione dell’acquerello che affonda le proprie radici nell’Ottocento, quando la tecnica dell’acquerello si diffonde dall’Inghilterra e viene portata a livelli altissimi in Piemonte da artisti quali Bagetti e De Gubernatis. La tradizione prosegue nel Novecento e sono ai giorni nostri: la mostra intende raccontare come questa tecnica sia viva e attuale ancora oggi e come sia stata praticata da insegnanti e allievi della Accademia Albertina e da molti artisti torinesi, raccontandone lo sviluppo dalla seconda metà del Novecento a oggi.

La mostra prende avvio dalla generazione dei grandi maestri dell’acquarello della seconda metà del Novecento: Mario Calandri, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Franco. Questi artisti hanno contribuito a innovare l’acquarello, ciascuno con un linguaggio originale e specifico. Grazie a loro l’acquarello riacquista significato ed esprime contenuti e tematiche contemporanee. Calandri rinnova la natura morta, Saroni e Soffiantino si dedicano alla pittura di paesaggio e di natura attraverso segni aggrovigliati e textures nuove; Francesco Franco rivisita il paesaggio in senso introspettivo, in bilico tra astrazione e figurazione.

Saranno esposti alcuni esempi di artisti piemontesi che si sono concentrati sul cogliere la semplicità della natura, del paesaggio e degli oggetti: Francesco Casorati, Ettore Fico, Francesco Tabusso, Mauro Chessa, Nando Eandi.

La mostra presenterà acquarelli di generi diversi: dal carnet de voyage, all’acquarello naturalistico, dal ritratto al paesaggio, dai dipinti di interni, agli acquerelli astratti.  Artisti più maturi esporranno i propri acquerelli accanto ad artisti giovani, per far capire che la tradizione prosegue e si rinnova, attraverso tematiche molto diverse tra loro e tecniche nuove. Particolare spazio verrà dato agli artisti della generazione “di mezzo”, artisti maturi, 50 enni, che vale la pena di considerare oggi, in quanto hanno rinnovato la tradizione dei maestri, raggiungendo livelli qualitativi molto elevati.

Saranno esposti gli acquarelli inondati di luce di Anna Lequio, le nature morte e gli interni bui e intensi di Sandro Lobalzo e quelli abitati da bambine di Titti Garelli, i paesaggi immaginari di Daniele Gay. La pittura naturalistica sarà rappresentata  da acquarelli di Nick Edel, Cristina Girard, Anna Regge. L’acquarello viene utilizzato da alcuni artisti per i ritratti e la rappresentazione della figura umana, ad esempio il lavoro di Paolo Galetto sarà esposto accanto ai volti immaginari di Ugo Giletta, e del più giovane Stefano Allisiardi, allievo di Daniele Gay.

Un carnet de voyage di Stefano Faravelli racconterà questa tradizione, mentre il paesaggio contemporaneo sarà rappresentato dai piccoli acquerelli di Galliano, dai monocromi di Pusole, dai condomini di Gosia Turzeniecka, dalle vedute torinesi di Piera Luisolo, dai paesaggi con figure immaginarie di Andrea Gammino.

Saranno esposti esempi di acquerelli astratti e contemporanei di artisti quali Giorgio Griffa, che lavora sul rapporto tra segni, suoni e colori, Andrea Massaioli, autore di acquarelli in cui prevale il blu oltremare, e Ada Mascolo, che con l’acquarello crea installazioni e sequenze di immagini sul tema del femminile.

 

Artisti in mostra

Stefano Allisiardi, Mirko Andreoli, Mario Calandri, Francesco Casorati, Mauro Chessa, Fernando Eandi, Nick Edel, Stefano Faravelli, Ettore Fico, Francesco Franco, Paolo Galetto, Daniele Galliano, Andrea Gammino, Titti Garelli, Daniele Gay, Ugo Giletta, Cristina Girard, Giorgio Griffa, Anna Lequio, Sandro Lobalzo, Piera Luisolo, Ada Mascolo, Andrea Massaioli, Pierluigi Pusole, Anna Regge, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino, Francesco Tabusso, Gosia Turzeniecka.

 

Con il contributo di

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