Buratti - secondo appuntamento

Fino al 1 maggio 2018

a cura di Pino Mantovani

Il ciclo Dalla scuola di Grosso prosegue con la retrospettiva di Domenico Buratti (Nole Canavese 1881 – Torino 1960), che fu pittore di originale talento, ma anche poeta intenso e sperimentale, e intorno al ‘30 editore con il fratello Tino. La sua vicenda di artista, dopo la precoce frequenza dell’Accademia, inizia nei primissimi anni del ‘900 con apprezzabili riconoscimenti anche fuori dall’ambito locale: a Milano con l’acquisto da parte del maestro Toscanini de Il gregge, opera che si colloca sul filo dell’arte d’impegno sociale, in Liguria  dove i Novaro di Imperia lo coinvolgono in imprese decorative e di illustrazione, a Venezia dove espone alla Biennale, e a Parigi al Salon d’Automne del 1909 dove è presente con tre opere. All’inizio del secondo decennio, una lunga crisi ostacola la sua attività, ma favorisce il rapporto con Vittoria Cocito, pittrice allieva dell’amico Cesare Ferro e promotrice di un cenacolo artistico/letterario. La guerra, vissuta come tragica esperienza formativa, lo tiene lontano dalla famiglia ma non dalla pittura e dalla scrittura. Ritornato dalla prigionia, riprende il suo percorso operativo e culturale, sostenuto da Vittoria Cocito divenuta sua moglie. Nel secondo dopoguerra è tra i fondatori e docenti della Libera Accademia di Belle Arti.